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Per la competitività dell’Europa è necessario un sistema di normazione più solido, non frammentato

La Commissione europea ha pubblicato la proposta di revisione del Regolamento (UE) n. 1025/2012 sulla normazione europea.

Sebbene CEN e CENELEC sostengano l’obiettivo di rendere la normazione europea più rapida ed efficace, diversi elementi della proposta rischiano di indebolire proprio quel sistema che si intende migliorare. La riforma infatti dovrebbe tendere a rafforzare, e non frammentare, questo sistema che l’Europa si è data e che ne sorregge la forza e la competitività.

Da decenni questo modello di partenariato pubblico-privato indipendente e basato sul consenso riunisce industria, PMI, autorità pubbliche, consumatori, ricercatori e parti interessate della società civile attraverso la partecipazione a livello nazionale. Ha garantito la sicurezza, l’interoperabilità e la fiducia necessarie alle imprese per innovare e operare all’interno del Mercato Unico.
Si tratta di un modello che consente inoltre alle competenze e alle tecnologie europee di contribuire agli standard internazionali e di competere a livello globale.

Il dibattito legislativo dovrebbe pertanto concentrarsi su quattro priorità, al fine di mantenere il sistema europeo di normazione una risorsa solida e sostenibile per la competitività dell’Europa:

Preservare un sistema indipendente e affidabile

    Il partenariato pubblico-privato, la delega a livello nazionale e lo sviluppo di standard basato sul consenso devono rimanere al centro del sistema. La governance deve mantenersi stabile e affidabile per preservare il coinvolgimento delle parti interessate e le competenze tecniche.

    Affrontare lentezze e ritardi

    L’Europa ha bisogno di norme in tempi più brevi, ma la riforma dovrebbe intervenire sui reali colli di bottiglia che precedono e seguono la fase prettamente tecnica: la preparazione delle richieste di normazione e la valutazione e citazione delle norme armonizzate. Reindirizzare il lavoro verso altre organizzazioni rischierebbe di generare duplicazioni anziché la auspicata accelerazione.

    Evitare percorsi paralleli e la frammentazione facendo leva sulle strutture già esistenti

    L’Europa non ha bisogno di percorsi di normazione paralleli. Queste possono già essere integrate nel processo di normazione europeo tramite il “CEN and CENELEC Standardization Hub“, che offre una via per inserire specifiche esterne rilevanti nel sistema europeo, garantendo al contempo qualità, trasparenza e partecipazione delle parti interessate. L’apertura alle competenze globali e un approccio che privilegia la dimensione internazionale rafforzano la competitività europea. Restrizioni o disallineamenti ridurrebbero la qualità, creerebbero ostacoli per gli esportatori europei e limiterebbero la capacità dell’Europa di contribuire agli standard internazionali.

    Rendere sostenibile e affidabile oltre che largo l’accesso alle norme

    CEN e CENELEC sostengono un accesso più largo alle norme, a condizione che vengano mantenuti un modello di finanziamento sostenibile, la tutela del diritto d’autore e garanzie per l’integrità e la tracciabilità del processo. Accogliamo con favore il riconoscimento, nella proposta, della necessità di proteggere le norme dall’estrazione massiva e indiscriminata dei dati in essa contenuti.

    CEN e CENELEC sono pronti a collaborare in modo costruttivo con i decisori politici e le parti interessate per realizzare un sistema di normazione più rapido ed efficiente. La revisione del Regolamento (UE) n. 1025/2012 dovrebbe rafforzare gli elementi che rendono la normazione europea un fattore chiave per la competitività: indipendenza, consenso, partecipazione nazionale, sostenibilità finanziaria e applicazione globale.

    Ulrika Francke, Presidente del CEN, ha dichiarato: “L’Europa ha bisogno di norme più rapide per sostenere l’innovazione e la competitività. Tuttavia, una maggiore velocità non si otterrà indebolendo il partenariato pubblico-privato o rendendone la governance meno solida. La revisione dovrebbe basarsi sulle competenze, sul consenso e sulla partecipazione nazionale che hanno garantito il successo della normazione europea“.

    E Riccardo Lama, Presidente del CENELEC, ha aggiunto: “Le aziende europee hanno bisogno di norme che consentano alle loro tecnologie di diffondersi su larga scala nel Mercato Unico e di essere competitive a livello globale. Percorsi paralleli e traiettorie divergenti rispetto alle norme internazionali renderebbero tutto ciò più difficile. L’Europa dovrebbe rafforzare il proprio sistema di normazione e la propria proiezione globale, anziché frammentarli“.