Creato: Lunedì, 12 Novembre 2012 13:01
Ultima modifica: Martedì, 22 Ottobre 2019 12:05
Pubblicato: Lunedì, 12 Novembre 2012 13:01
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Gli Incendi

Gli incendi sono responsabili di apportare pericoli per la vita umana o per le proprietà come conseguenza della generazione di calore (thermal hazard), effluenti tossici, corrosivi e fumo (non-thermal hazard). Il pericolo di incendio aumenta con l’estensione dell’area o del manufatto interessata dalla combustione che, in alcuni casi, può evolvere sfociando nell’incendio pienamente sviluppato (flash-over). Questo è un tipico scenario nel settore delle costruzioni.

Il metodo migliore per provare prodotti elettrotecnici con riferimento al pericolo di incendio è quello di riprodurre esattamente le condizioni reali. In molti casi ciò non è possibile. Conseguentemente, per ragioni pratiche, le prove al fuoco sui prodotti elettrotecnici vengono condotte in condizioni il più vicino possibile alle condizioni che si incontrano nella realtà.

Le prove al fuoco eseguite sui prodotti finiti sono da preferirsi; tuttavia sottosistemi, componenti o parti di un sistema possono essere, in taluni casi, sempre per ragioni pratiche, utilizzati per questo scopo.

Gli Enti regolatori (ad esempio i Vigili del Fuoco) e gli Enti Normatori nazionali danno molta importanza alla possibilità di dimostrare che le condizioni di prova (the fire model), definite nei metodi di prova normalizzati, siano rilevanti e consentano di replicare/simulare un particolare stadio di incendio.

Negli ultimi anni ci sono stati grandi passi avanti nell’analisi degli incendi e in sede ISO è stata pubblicata una classificazione generale degli stadi dell’incendio (vedi Tabella 1 della Norma ISO/TR 9122-1).

Le condizioni di prova in laboratorio, definite di piccola scala, possono essere derivate dalla Tabella 1 della Norma ISO/TR 9122-1 in modo da corrispondere il più possibile alle prove su larga scala o scala reale.
Tuttavia gli incendi implicano fenomeni fisico-chimici complessi ed interconnessi, di conseguenza risulta difficile simulare tutti gli aspetti di un incendio in una prova di laboratorio. Il problema della validità del modello dell’incendio è e rimane forse uno dei problemi tecnici più complessi associati alle prove al fuoco.

Dopo l’innesco, il fuoco si sviluppa in modi diversi a seconda delle condizioni ambientali, delle strutture e della composizione chimica dei materiali combustibili.
Tuttavia può essere stabilito un percorso generale all’interno di un compartimento o di una stanza, per la curva (temperature-time) che mostra una evoluzione a 3 stadi più uno stadio di decadimento (vedi Figura 1).


Tabella 1

Tabella 1



Curva incendio

Figura 1

 


Dopo il 3° Stadio, il combustibile e/o l’ossigeno si sono praticamente consumati del tutto e quindi la temperatura decresce con una velocità che dipende dalla ventilazione e dalle caratteristiche di trasferimento della massa e del calore del sistema considerato. Questo stadio è definito stadio finale o di decadimento.

Per ognuno di questi stadi può formarsi una miscela di diversi prodotti di decomposizione; questo influenzerà la tossicità degli effluenti gassosi prodotti durante quello specifico stadio.

 

Cooperazioni con altri Comitati Tecnici
All’interno di questo panorama, il Comitato Tecnico 89 è il Comitato orizzontale con le funzioni pilota in termini di sicurezza che ha ricevuto il mandato di scrivere le Norme guida riguardanti gli aspetti fondamentali legati all’incendio.

Il CT 89 sviluppa Norme di sicurezza e metodi di prova legati alle prove al fuoco per alcuni Comitati di prodotto quali:

Le prove messe a punto dal CT 89 sono classificate in relazione al problema affrontato (vedi Allegato A).

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