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Il prodotto provoca accensione?

Un prodotto costituisce un pericolo perché può auto accendersi, ovvero si definisce origine del fuoco, quando in assenza di fiamma e in normali condizioni operative, per problemi di malfunzionamenti o usura, può generare una fiamma a seguito di fenomeni quali archi elettrici superficiali o in aria, o surriscaldamento, creando così i presupposti che possono portare ad un incendio su larga scala.

Da questa definizione si evince che tutti i componenti e gli apparecchi elettrotecnici che sostengono o contengono contatti elettrici sono potenzialmente origini del fuoco.

Un prodotto che è causa di innesco deve essere sicuramente valutato in ogni sua parte che possa essere identificata singolarmente come origine del fuoco (es. ogni punto di connessione all’interno di un’apparecchiatura complessa).

La valutazione deve riguardare la propensione all’innesco, il comportamento alla combustione (tempo di combustione e tendenza all’autospegnimento, calore rilasciato, emissione di fumi per quantità e qualità) e, infine, la velocità di propagazione che è fattore decisivo per determinare il pericolo di incendio in un dato scenario.

(rif. Curva Flashover).

Partendo da prove su piccola scala, trovano quindi completa applicazione in fase di progettazione le norme che simulano in assenza di fiamma il malfunzionamento di componenti recanti connessioni elettriche che sono parte di apparecchiature più complesse e dei materiali isolanti polimerici di cui essi sono costituiti (es. materiali che costituiscono supporto e/o custodia della connessione). Queste prove sono elencate nella Norma IEC 60695-1-21.

Le prove basate sulla simulazione di un surriscaldamento generato a livello di connessione elettrica con un filo incandescente, sono descritte della serie nelle Norme 60695-2-xx, qui di seguito riportate:

60695-2-10 (titolo esatto e release) – Definisce l’apparecchiatura del “glow wire” e alcune istruzioni comuni a tutte le prove relative all’uso di questa apparecchiatura.

60695-2-13 “Metodi di prova al filo incandescente. Metodi di prova dell'incendiabilità per materiali” – Definisce i criteri di conduzione e di valutazione test della prova su una placchetta standard di materiale isolante di cui è costituito il componente in esame. Questo metodo valuta se la massa del materiale in determinate condizioni di surriscaldamento della connessione può accendersi generando una combustione superiore a 5 s, condizione minima necessaria per parlare di accensione del materiale e di possibile propagazione del fuoco. Se la fiamma non compare o comunque è inferiore a 5s viene assegnata una temperatura di 25 °C superiore a quella di prova come temperatura a cui il materiale si accende. In caso di fiamma superiore a 5 s, si applica il metodo successivo per assegnare un dato di comportamento alla combustione. Può essere utilizzato come test di preselezione con valutazione di tipo passa/non passa qualora la temperatura di prova sia già definita dalla Norma di prodotto.

60695-2-12 (titolo esatto e release) – Definisce i criteri di conduzione e di valutazione  della prova su una placchetta standard di materiale isolante di cui è costituito il componente in esame. Questo metodo valuta se il materiale in determinate condizioni di surriscaldamento della connessione, una volta acceso, è in grado di spegnersi in un tempo definito, ovvero non si spegne per totale consumo del materiale stesso (combustibile). Viene applicato successivamente alla prova di cui alla Norma 2-13 per caratterizzare completamente il comportamento del materiale, sia come propensione all’innesco che allo spegnimento in determinate condizioni di temperatura. Può essere utilizzata come prova di preselezione con valutazione di tipo passa/non passa qualora la temperatura di prova sia già definita dalla Norma di prodotto.            

60695-2-11 (titolo esatto e release) – Definisce i criteri di conduzione e di valutazione test della prova sul componente per decidere se il componente può diventare origine del fuoco (accendersi) e se sì come si comporta alla combustione. In pratica i criteri di valutazione applicati sono mutuati dai due metodi precedenti.

Attenzione:

  1. Spesso le prove su piccola scala sono realizzate in atmosfera controllata, per garantirne ripetibilità e riproducibilità. Tuttavia il comportamento in fase di accensione dipenderà dalla temperatura di lavoro propria e/o dell’ambiente in cui il manufatto opererà nelle fasi antecedenti il contatto con l’elemento di innesco.
  2. È caldamente consigliato svolgere tutte le prove di valutazione della sicurezza sul prodotto in condizioni standard a tempo di vita zero, e possibilmente integrate da prove su componenti che abbiano subito un condizionamento e/o invecchiamento accelerato che simuli lo stato del prodotto in esame ad un certo punto della sua vita operativa o comunque in conformità al tempo di vita per cui è stato progettato. Questo è estremamente importante soprattutto per i materiali polimerici e/o organici presenti nel componente in esame, che per definizione sono soggetti a degradazione per esposizione termica, UV, umidità e in genere in specifiche condizioni ambientali.