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Prova di incendiabilità/infiammabilità. Scegliere o elaborare una prova che simuli queste condizioni

Esistono una serie di prove su piccola scala atte a valutare materiali e componenti vittime dell’incendio in modo completo ed esauriente.

Queste sono descritte nelle Norme della serie 60695-11-xx, tutte relative alla caratterizzazione del comportamento alla combustione di un provino o componente in presenza di una fiamma, quindi adatte alla verifica di casi in cui il prodotto in esame è vittima del fuoco.  Qui sotto sono elencate alcune di esse. Ad esempio per resistenza alla combustione dei materiali isolanti a scopo di preselezione si possono usare:

CEI EN 60695-11-10 “Prove relative ai rischi di incendio. Parte 11-10: Fiamme di prova - Metodi di prova con fiamma verticale ed orizzontale da 50 W”, rende conto della propensione di un determinato materiale isolante ad auto estinguersi in un determinato periodo di tempo dall’inizio della sua combustione. Questo metodo permette anche di verificare la velocità di propagazione della fiamma in verticale ed orizzontale e permette di verificare se parti di materiale isolante possano andare a propagare la fiamma per allontanamento dal punto di combustione (gocciolamento con fiamma).

CEI EN 60695-11-20 “Prove relative ai rischi di incendio. Parte 11-20: Fiamme di prova - Metodi di prova con fiamma da 500 W”, è simile alla prova precedente ma con potenza termica molto maggiore.

Per valutare il comportamento alla fiamma di un componente possiamo invece considerare:

CEI EN 60695-11-5 “Fiamme di prova - Metodo di prova della fiamma con ago - Guida, disposizione per le prove di verifica e apparecchiatura”. Questa prova utilizza la fiamma generata da un flusso di gas in uscita da un ago ipodermico. Ci sono in gioco potenze molto piccole, tuttavia si tratta di un metodo estremamente utile per ricreare in condizioni reali lo scenario di un componente lambito da una piccola fiamma, esattamente simile a quella che può sprigionarsi da una connessione o da un qualsiasi componente che è classificabile come origine del fuoco.

Esistono infine casi dove c’è il rischio che un prodotto divenga vittima del fuoco per surriscaldamento e quindi senza venire in contatto diretto con una fiamma. Per caratterizzare questi scenari, è possibile consultare il documento attualmente allo stadio di specifica tecnica, IEC TS 60695-11-11 Fire hazard testing - Part 11-11: Test flames - Determination of the characteristic heat flux for ignition from a non-contacting flame source. Questa prova valuta il comportamento di un materiale sottoposto a surriscaldamento per la presenza di una fiamma che però non lo lambisce direttamente. Si tratta di un test interessante per valutare come si comportano materiali isolanti e/o componenti non metallici investiti da un flusso di calore anche molto elevato e concentrato spazialmente.

Attenzione:

  1. Spesso le prove su piccola scala sono realizzate in atmosfera controllata, per garantirne ripetibilità e riproducibilità. Tuttavia il comportamento in fase di accensione dipenderà dalla temperatura di lavoro propria e/o dell’ambiente in cui il manufatto opererà nelle fasi antecedenti il contatto con l’elemento di innesco.
  2. È caldamente consigliato svolgere tutte le prove di valutazione della sicurezza sul prodotto in condizioni standard a tempo di vita zero, e possibilmente integrate da prove su componenti che abbiano subito un condizionamento e/o invecchiamento accelerato che simuli lo stato del prodotto in esame ad un certo punto della sua vita operativa o comunque in conformità al tempo di vita per cui è stato progettato. Questo è estremamente importante soprattutto per i materiali polimerici e/o organici presenti nel componente in esame, che per definizione sono soggetti a degradazione per esposizione termica, UV, umidità e in genere in specifiche condizioni ambientali.