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Si possono caratterizzare le possibili condizioni termiche di accensione?

Conoscendo bene l’impiego (scenario) al quale il manufatto sarà destinato, l’ambiente naturale o artificiale che lo andrà a ospitare, è possibile ipotizzare se verrà a contatto con: 

  1. a) una quantità di calore irradiato per un determinato tempo,
  2. b) una potenza termica delle fiamme libere per un determinato tempo,
  3. c) una potenza termica dell’incandescenza per un determinato tempo.

Questi agenti devono essere “quantificati” per poter decidere un processo di valutazione del manufatto coerente con lo scenario in cui si trova ad operare.

In ognuno dei casi indicati, pur considerando il manufatto prodotto vittima dell’incendio, occorre definire se esso, per la sua natura o per la posizione che occupa, potrà essere sensibile a tali fattori finendo anch’esso con il contribuire allo sviluppo dell’incendio.

Occorre essere consapevoli che ad un certo punto dell’incendio, qualsiasi prodotto organico parteciperà all’evento. Il quesito in questione propone una riflessione sulle possibili modalità di accensione del manufatto e sulla sua reattività al fenomeno.

Una volta identificate le condizioni scatenanti dirette o indirette si tratterà di riprodurle con una o più prove su piccola scala (vedi la serie di Norme 60695-11-xx citata in precedenza).

Esistono infine casi dove c’è il rischio che un prodotto divenga vittima del fuoco per surriscaldamento e quindi senza venire in contatto diretto con una fiamma. Per caratterizzare questi scenari, è possibile consultare il documento attualmente allo stadio di specifica tecnica, IEC TS 60695-11-11 Fire hazard testing - Part 11-11: Test flames - Determination of the characteristic heat flux for ignition from a non-contacting flame source. Questa prova valuta il comportamento di un materiale sottoposto a surriscaldamento per la presenza di una fiamma che però non lo lambisce direttamente. Si tratta di un test interessante per valutare come si comportano materiali isolanti e/o componenti non metallici investiti da un flusso di calore anche molto elevato e concentrato spazialmente.

 

Attenzione:

  1. Spesso le prove su piccola scala sono realizzate in atmosfera controllata, per garantirne ripetibilità e riproducibilità. Tuttavia il comportamento in fase di accensione dipenderà dalla temperatura di lavoro propria e/o dell’ambiente in cui il manufatto opererà nelle fasi antecedenti il contatto con l’elemento di innesco.
  2. È caldamente consigliato svolgere tutte le prove di valutazione della sicurezza sul prodotto in condizioni standard a tempo di vita zero, e possibilmente integrate da prove su componenti che abbiano subito un condizionamento e/o invecchiamento accelerato che simuli lo stato del prodotto in esame ad un certo punto della sua vita operativa o comunque in conformità al tempo di vita per cui è stato progettato. Questo è estremamente importante soprattutto per i materiali polimerici e/o organici presenti nel componente in esame, che per definizione sono soggetti a degradazione per esposizione termica, UV, umidità e in genere in specifiche condizioni ambientali.