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La CIVES nasce come emanazione della Commissione CEE,  che nel 1978 attraverso la DG Mercato Interno e Affari Industriali promuoveva la fondazione dell’European Association for Battery, Hybrid and Fuel cell Electric Vehicles - AVERE, strutturata in Sezioni Nazionali con l’incarico di sviluppare attività di analisi e di stimolo alla diffusione della E-Mobility, percepita già allora come la soluzione di lungo termine per una mobilità sostenibile. 


La CIVES, fondata nel 1979 come Sezione Italiana del Network AVERE, non è quindi un club di simpatizzanti del veicolo elettrico, ma una struttura istituzionalmente riconosciuta che aggrega l’assieme degli operatori del settore e che attraverso la stretta connessione col network AVERE (organizzato in 18 Sezioni Nazionali con oltre 1000 operatori industriali e istituzionali) e l’esperienza ormai trentennale nel settore della mobilità elettrica, è in grado di fornire, con una visione super partes, un esauriente quadro conoscitivo degli aspetti economici (legislazione, finanziamenti, esperienze ecc.), di quelli tecnici (tecnologie, normativa, standardizzazione) e di quelli ambientali ed energetici, quadro che è a completa disposizione delle strutture e amministrazioni pubbliche e di tutti quanti altri desiderano intraprendere iniziative nel campo della E-Mobility.

A ulteriore garanzia della posizione oggettiva ed equidistante da interessi di parte, la CIVES è stata costituita in Italia nel contesto del CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano (l’Ente italiano istituzionalmente preposto alla normativa tecnica nel settore elettrotecnico ed elettronico e quindi per sua natura portatore di una visione oggettiva ed equilibrata), in forma di Commissione Speciale dello stesso CEI e di organizzazione senza fine di lucro.

 
Aderiscono alla CIVES operatori del settore lato “offerta” (costruttori di veicoli e componenti, utilities elettriche ed energetiche, strutture di ricerca ecc.), lato “domanda” (operatori del trasporto, associazioni di categoria ecc.), e ne fanno parte o ne sono interlocutori - anche con specifici Accordi di collaborazione, numerose istituzioni pubbliche quali i Ministeri dell’Ambiente, dell’Industria, dei Trasporti, dello Sviluppo Economico, la Regione Lombardia, la Regione Emilia e Romagna, la Regione Piemonte, Amministrazioni Comunali, ecc.

 

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La visione e la missione

    • La E-Mobility perché è un modo forte per iniziare a cambiare il nostro modo di rapportarci con il mondo.
    • La E-Mobility perché ci interessa l’aria che respireranno i nostri figli e nipoti.
    • La E-Mobility perché ci interessa risparmiare energia per i bisogni del loro futuro.
    • La E-Mobility perché i cambiamenti climatici sono già sotto i nostri occhi e gli scenari che si profilano possono diventare drammatici.
    • La E-Mobility perché non possiamo chiamarci fuori da tutto ciò e perché l’automobile ne è una parte in causa importante: consumi, gas serra, qualità dell’aria.
    • La E-Mobility perché consumi, gas serra e cattiva qualità dell’aria significano anche spendere inutilmente tanto denaro del Paese che potrebbe essere indirizzato a fini più proficui.
    • La E-Mobility perché è una risposta forte a tutte quelle sfide, che ci viene offerta ADESSO, subito.
    • La E-Mobility per dimostrare che siamo capaci di aggiungere il solo ingrediente che ancora manca: la nostra capacità di CAMBIAMENTO.
    • La E-Mobility, che può e dovrebbe partire non più in forma di “progetti” sperimentali ma con una programmazione strategica a partire dai segmenti di mobilità compatibili in termini operativi ed economici, sfruttando al meglio le limitate risorse economiche disponibili.
    • La E-Mobility, che ci può essere perché già con i 150 km odierni di un veicolo a batteria o con un veicolo ibrido ricaricabile “plug-in” o “range-extended” si può soddisfare una frazione enorme dei bisogni di mobilità di persone e merci; perché le abitazioni e gli immobili che in Italia potrebbero ospitare un punto di ricarica per questi veicoli sono molto numerose, quasi la metà del numero di automobili delle città.

Questo è il nostro ruolo: non lobbying verso un settore, ma individuare gli interventi più efficaci e le azioni più producenti per FARE davvero la E-Mobility a partire da subito, con il miglior rapporto costi/benefici dal punto di vista dell’operatore e della collettività.

Un’azione che sviluppiamo di concerto con gli operatori del settore e tutti i soci CIVES, attraverso i contatti con le istituzioni, l’informazione oggettiva attraverso i media, convegni e seminari, gli specifici Master CIVES destinati ai soggetti pubblici e a quanti interessati al tema.

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CEI-CIVES  via Saccardo 9   20134 Milano  tel +39 02 21006 249  fax +39 21006 210   email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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